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Il dodici giugno di un tempo non molto lontano,tanto da risiedere ancora
nella memoria degli anziani, gruppetti di florestani giravano a piedi
per il paese con i “Viertuli”(bisacce) carichi di prodotti della
terra e dell’attività pastorizia, donati dai paesani per il santo. Era
per S.Antonio da Padova, che si Festeggia il 13 Giugno. A mano a mano
che i viertuli si riempivano venivano svuotati nella dispensa
della chiesa e la questua ricominciava finchè tutto il paese non
girato. Gli allevatori che ancora adesso costituiscono la categoria più
produttiva di Floresta, offrivano la cosiddetta “munciuta”, in pratica
tutte le provole prodotte in quella giornata per il santo. Nei giorni
11”a facciata a Fera” e 12 “a fera china” si teneva una grande fiera del
bestiame in cui partecipavano decine d’allevatori che venivano da tutta
la Sicilia.La vita dei florestani era ed è scandita dalle feste e dalle
fiere, tutte nella bella stagione e il 26 luglio arriva la festa più
bella, quella dedicata a S.Anna patrona di Floresta. Anche per S.Anna si
praticava e si pratica tuttora la questua nei giorni che precedono la
festa e qualche giorno prima si tiene ancora una grande fiera del
bestiame, un’occasione per mettere in mostra le bestie più belle,
intrecciare rapporti economici e realizzare qualche buon affare. I
bovini la fanno naturalmente da padrona, ma non mancano li gli ovini, i
cavalli (i famosi san fratellani), asini e suini. Sembra un grande zoo
all’aperto. Il corso principale diventa un bazar ricco e coloratissimo
con interessanti banconi carichi d’attrezzature e oggetti in cuoio,
ferro, rame, ottone, legati alla pastorizia; grandi campanacci con
collari di legno finemente cesellati a mano per i bovini, attrezzi per
tosare, per mungere, per la lavorazione del latte e così di seguito.
Altro momento emozionante è la processione che raccoglie attorno al
fercolo centinaia di fedeli, per il tradizionale giro per le vie del
paese. Poi il 19 settembre arriva S.Giuseppe, santo lavoratore per
eccellenza, tanto da meritare una festa nella bella stagione, l’ultima
grande festa prima del Santo Natale. Nei giorni 17 e 18 che precedono la
festa non poteva mancare l’ultima grande fiera del bestiame prima che
l’inverno imbianchi i pascoli di candida neve e spinga i pastori verso
la transumanza. La tradizione vuole che chi avesse fatto voto al santo
preparasse i “panuttedda” e la voce correva per le stradine del borgo
fino alle orecchie dei ragazzini che la mattina del 19 sapevano
perfettamente a chi presentarsi per avere in dono un “panutteddu”.Oggi
molte di queste tradizioni si sono mitigate, ma restano sempre belle da
scoprire.
Ricordo di una tradizione
A'ntinna |