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Storia di un antico Casale  
   

Floresta il più alto comune della Sicilia ha, come ogni paese che si rispetti, una sua storia, la quale è stata ricostruita da ricercatori locali, rovistando in polverosi archivi parrocchiali e notarili. La parte più antica di tale storia, narra che il sito di Floresta era occupato nell’antichità da una foresta d’alberi d’alto fusto (Floresta=Foresta), dalla quale i romani attingevano abbondante legname per costruire le loro navi. Tale lavoro era svolto da contadini locali. Questo primordiale insediamento sarebbe poi stato abbandonato nei secoli bui dell’alto medioevo, per via delle grandi difficoltà di comunicazione ed approvvigionamento nei periodi più rigidi dell’inverno. I ricercatori non citano le fonti dell’informazione, che potrebbe essere basata soltanto su tradizioni orali, peraltro non veritiere ed opinabili. Sta di fatto che Floresta doveva essere abbastanza nota e frequentata, almeno da pastori, gia da tempo immemorabile. Infatti, fin dagli ultimi mesi di primavera i mandriani lasciavano i magri pascoli di pianura sulle sponde del Simeto e trasferivano i loro armenti all’alpeggio lungo le vie della transumanza, percorrendo con giorni e giorni di lento e faticoso cammino quelle stesse piste che oggi sono trasformate in neri nastri d’asfalto. Nelle radure dei boschi si intravedevano ancora, tra il fogliame, gli antichi cùburi (dal latino cubitus, giaciglio), i tipici ripari semicircolari in pietrame secco, ricoperti di frasche e lastre di pietra; un foro nel centro lasciava uscire il fumo del fuoco, che i pastori accendevano per riscaldarsi. Il sito di Floresta era probabilmente un minuscolo agglomerato di cubari e mannare, quando all’inizio del XIV secolo, fu infeudato da Federico D’ Aragona al nobile Peregrino de Pactis, Maestro Giustiziere e Protonotario del regno, quale appannaggio per le cariche coperte. Per successioni varie e per atti dotali nei secoli successivi, il feudo pervenne al nobile spagnolo Antonino Quintanas Degna che, con privilegio concesso da Filippo III di Spagna, l’11 gennaio del1619 fu nominato Marchese della “Foresta di S. Giorgio e Grassetta”; passò poi all’Ardoino, ai Moncada d’Alcontres ed infine agli stagno d’ Alcontres, che lo tennero fino all’ abolizione dei privilegi feudali sancita dalla nuova costituzione borbonica del 1812. Pochi anni dopo, nel 1820,la piccola comunità veniva eretta in comune autonomo.

 
   
   
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