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Nebrodi Alcantara
   

Floresta paese in provincia di Messina, con i suoi 1275 metri S.l.m. è il comune più alto della Sicilia. Esso fa parte di due importanti Parchi, noti per le bellezze naturali e paesaggistiche, il Parco dei Nebrodi ed il Parco fluviale dell’Alcantara.
Il parco dei Nebrodi racchiude il più vasto territorio forestale della Sicilia con i suoi 85.687 ettari protetti(quasi il 40% del territorio dei Nebrodi) di cui 50 mila sono ricoperti da formazioni boschive spesso di raro pregio.
Oasi primordiale di una Sicilia un tempo ricoperta da foreste, il parco conserva ancora questa qualità arcaica nei suoi boschi di faggeti, castagni e querce che a queste alte quote grazie ad un clima freddo e umido trovano il più accogliente degli abitat per riprodursi e perpetuarsi.
Secondo il mito Dafne, Dio della poesia bucolica, conduceva i propri armenti, discendenti dalla stessa stirpe della mandria del sole, proprio nei boschi di Mangaliviti, Scavioli, Caronia, Mistretta, Malabotta e foresta vecchia. Il nome Nebrodi deriva dal greco Nebros che significa cerbiatto, questi monti, infatti, un tempo erano popolati da cerbiatti oltre che da cervi, cinghiali, orsi, lupi linci avvoltoi e gufi reali.
Oggi sono percorsi da branchi bradi di suini indigeni dei Nebrodi, maialini rinomati per la prelibatezza delle loro carni, da mandrie di cavalli San Fratellini, da tartarughe palustri, folaghe, germani reali, gallinelle d’acqua presso le zone lacustri come il lago Pisciotto il lago di tre Arie. Presso le rupi scoscese è possibile scorgere vari esemplari di rapaci come l’aquila reale, l’aquila del monelli, il falco pellegrino il lanario e il grifone.
Non manca la presenza umana legata ad una vita bucolica ed agreste, una comunità di pastori allevatori carbonai raccoglitori di sughero la cui economia è legata ai prodotti tipici preparati artigianalmente.
Il parco dei Nebrodi è suddiviso in quattro zone.
Zona A, riserva integrale: 24.546 ettari, costituita dalle superfici a più alta quota, questa zona vede l’ambiente tutelato in tutti i suoi aspetti.
Zona B, riserva generale: 46.879 ettari, caratterizzata da aree boschive e di pascolo; in essa è vietato costruire opere edilizie ed ampliare quelle gia esistenti.
Zona C, di protezione; 569 ettari, suddivisa in nove aree distinte situate alla periferia delle zone A e B. in questa zona è consentito realizzare strutture turistico – ricettive, culturali ecc.
Zona D, di controllo; 13.593 ettari costituisce la zona più periferica;in essa sono permesse tutte le attività compatibili con le finalità del parco.
Il parco dei Nebrodi abbraccia le province di Catania,Messina ed Enna con 21 comuni; Alcara Li Fusi(Me),Bronte(Ct),Capizzi(me),Baronia(Me),Cerami(En),Cesarò(Me),Floresta(Me),Galati Mammertino(Me),Longi(Me),Maniace(Ct),Militello Rosmarino(Me),Mistretta(Me),Randazzo(Ct),San Fratello(Me),San Marco D’Annunzio(Me),Santa Domenica Vittoria(Me),Sant’Agata Militello(Me),Santo Stefano di Camastra(Me),San Teodoro(Me),tortrici(Me),Ucria(Me), luoghi che oltre alle bellezze naturali,si presentano tutti ricchi di tradizioni e di monumenti di interesse architettonico.
Solo da pochi anni Floresta è entrata a far parte del Parco fluviale dell’Alcantara in seguito alla cessione della superficie del letto del fiume da parte del parco dei Nebrodi a favore dello stesso parco dell’Alcantara .
Il fiume Alcantara è uno dei più importanti fiumi della Sicilia, nasce a 1250 metri s.l.m. dal monte Felicetta nei pressi di Floresta,le sorgenti sono ben visibili dalla piazzola di sosta di Portella Zoppo sulla strada statale 116 (Randazzo-Capo D’Orlando),mentre dalla contrada Celarigo-Battuccio e possibile scorgere il fiume quando questo ha acquistato una portata consistente ed un regime alquanto uniforme e regolare.
Dai Floresta il fiume Alcantara scorre verso Randazzo (Ct), la piana di Mojo Alcantara (Me), Francavilla di Sicilia (Me), Motta Camastra (Me), Castiglione di Sicilia (Ct), Graniti (Me), Gaggi (Me), Calatabiano (Ct) e Taormina (Me) per finire alla foce, sulle rocce nere di Giardini Naxos (Me), prima colonia greca di Sicilia.
Dalla sorgente alle gole il fiume scorre per circa 52 km con una larghezza media di circa 5 metri, mentre le pareti del canyon raggiungono in media i 20 metri di altezza (in alcuni punti anche 50 m) dando luogo ad uno scenario splendido e selvaggio nello stesso tempo.
Nei pressi di Mojo Alcantara in particolare, un piccolo cratere etneo, eruttò un'enorme massa di lava invadendo l'intera vallata del fiume Alcantara. Il magma si fece strada sino al mare incanalandosi sul letto di un antico fiume, sprofondando nei tratti più argillosi e, una volta raffreddatosi, formò alte pareti di basalto. In seguito, le gelide acque del fiume Alcantara scorrendo erosero la colata lavica e disegnarono una sorta di canyon oggi noto a tutti come Gole dell'Alcantara.
Questo fiume in passato fu chiamato in diversi modi,ed ogni popolo che si fermava lungo la vallata lo appellava differentemente dalla precedente gente. I Greci lo chiamavano Assinos, Plinio lo col nome di Assines,da Appaiano Alessandrino fu detto Onobalas,i musulmani col nome di Al Quantarah o Cantara che in lingua araba vuol dire ponte, perché nel territorio di Giardini Naxo il fiume solca le campate del famoso ponte di origine araba Al Quantar.
Tutte le stagioni offrono possibilità di escursioni partendo da Floresta ,a cavallo o in mountain bik
e oppure a piedi facendo del sano trekking ,ma la primavera resta il periodo più ricco di colori e fioriture.

 
   
 
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