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I Mascariati
 
Nell’attesa che qualche carro allegorico esca da un garage, proviamo a fare un passo indietro nel tempo e vediamo come era vissuto il carnevale a Floresta, quando ancora non si vedevano girare maschere di zorro, batman e ufo per le vie del paese.
Pochi giorni prima di carnevale s’iniziava a rovistare i vecchi guardaroba e le cassapanche dei genitori al fine di inventarsi un simpatico travestimento carnevalesco. Gli indumenti prediletti erano vecchie giacche, pantaloni, scialli e sottane.
Trovato il travestimento giusto i “Mascariati” iniziavano il proprio giro, le mete preferite erano case di amici, parenti o di qualcuno particolarmente “spassoso”. Essi venivano quasi sempre ben accolti con qualche biscotto e un bicchierino di liquore che, oltre ad essere un simbolo di accoglienza, era anche uno stratagemma per indurre i “Mascariati” ad alzarsi la maschera e cogliere qualche tratto somatico utile ad individuare chi si nascondeva sotto la maschera. Il simpatico gioco durava spesso quasi un’ora e alla fine i “Mascariati” decidevano se farsi riconoscere o meno. E il tutto riniziava con la scelta di una nuova casa da visitare. Spesso il numero dei “Mascariati” aumentava, poiché alcuni degli amici visitati decideva di mascherarsi a sua volta e di unirsi all’allegra compagnia.
Un tempo non esistevano bombolette di schiuma spray stelle filanti o inchiostro finto ma gli scherzi di carnevale si. Alcuni erano anche un po’ cattivelli come “a Pipa”; veniva messo dentro un bicchiere di latta dei cocci di carbone e del peperoncino essiccato ed il tutto collocato sulla finestra della vittima designata. Lasciamo a voi immaginare che effetto potesse avere sui poveri malcapitati inalare l’odore de peperoncino bruciato, starnuti a non finire.
Un altro scherzo era quello del lucido per le scarpe, con il quale i “Mascariati” si intingevano le mani e incontrando altri paesani per le vie di Floresta con la scusa di far loro una carezza, gli imbrattavano il volto.
Molte di queste serate di carnevale si concludevano con il tradizionale ballo presso il vecchio hotel Santa Croce organizzato dal Dott. Pagano, personalità di grande spessore, figura sulla quale il paese ha sempre potuto contare e alla quale Floresta è grata non solo in maniera circoscritta all’organizzazione di eventi ricreativi, ma anche per il contributo sociale che ha sempre saputo proferire, in forza della sua professione di medico e della sua naturale disposizione caratteriale.

 

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