- Quello che si chiama
fungo è il frutto di una pianta di cui difficilmente si
rileva la presenza perché per lo più interrata. In
effetti è l’intreccio di ife,che si presentano come una
ragnatela di filamenti intrecciati tra loro,detta
micelio,che da origine a corpi fruttiferi chiamati
appunto funghi. Il corpo fruttifero è chiamato carpoforo
,che significa portatore di spore. Queste ultime sono
cellule riproduttive che, quando il carpoforo è
maturo,cadono a terra e in condizioni favorevoli,vanno
incontro ad un processo germinativo formando nuove
ife,quindi nuovi funghi.
- La particolarità dei
funghi è che non hanno la clorofilla come le piante
verdi, quindi non hanno bisogno di luce per la funzione
clorofilliana; non hanno foglie e non producono fiori.
Ne consegue che ,a differenza di tutti gli altri
vegetali,i funghi non sono autotrofi,ma per vivere hanno
bisogno di sostanze organiche da cui trarre il
nutrimento. Il modo in cui i funghi si
approvvigionano di nutrimento fa si che possono essere
distinti in:
- parassiti,quando
assorbono il nutrimento direttamente da un organismo
ospite,animale o vegetale;
- saprofiti,quando
si nutrono di sostanze in decomposizione sia animale che
vegetale;
- simbioti, quando
due funghi si associano tra loro traendone entrambi
vantaggio(parassitismo bilanciato)
- Per questa importante
differenza metabolica con le piante,essi fanno parte del
regno dei funghi e si dividono in Basidiomiceti e
Ascomiceti a seconda che le spore mature abbiano una
forma a coppa(basidio) o a sacco(asco).
-
- Il Patrimonio
Micologico
- In condizioni di
terreno e clima favorevole come quello di Floresta,
incastonata nel parco dei Nebrodi, i funghi proliferano.
- Il territorio del parco
dei Nebrodi infatti possiede una ricca vegetazione
e un’ ampia varietà di ambienti che diventano requisito
fondamentali per la presenza di numerose specie di
funghi. Quando le condizioni climatiche sono favorevoli,
vale a dire quando le abbondanti piogge garantiscono
disponibilità di acqua al sub strato e sono seguite da
calde giornate,la presenza di funghi nel territorio dei
Nebrodi e di Floresta in particolar modo,non può essere
che varia e abbondante. Sono ben più di 800 le specie
censite,e tra queste alcune sono risultate endemiche
uniche ed esclusive.
- Tra le specie più
significative vanno annoverati i Boleti,cioè i porcini(Boletus
edulis,Boletus aestivalis, Boletus aëreus),molto
apprezzati in cucina,i Cantarelli(cantharellus cibaris),chiamati
in dialetto “ciuritti” e l’Ovulo buono( amanita
cesarea,spesso confondibile con altre amanite,specie
mortali).
- La grande varietà di
specie rappresenta il vero e grande valore del
patrimonio micologico dei Nebrodi,che deve essere
salvaguardato al fine di renderlo disponibile anche alle
generazioni future.
-
- Consigli per la
Raccolta
- Un buon raccoglitore di
funghi deve rispettare poche regole ma essenziali:la
prima cosa importante è avere un comportamento corretto
nei confronti del bosco e delle componenti
ambientali(flora e fauna). È buona norma frequentare i
boschi con atteggiamento attento e paziente,non
utilizzare rastrelli per rimuovere il
fogliame,evitare di prendere a calci funghi velenosi o
le specie sconosciute provocando gravi danni,perché non
permette al micelio di potersi sviluppare o ancor peggio
alle spore fungine di essere rilasciate nel terreno e
produrre nuovi funghi.
- Si consiglia di
raccogliere solo specie conosciute e delle quali è certa
la commestibilità ,facendo attenzione a non raccogliere
funghi troppo giovani o troppo vecchi poiché nel primo
caso il fungo non ha raggiunto ancora la maturità e non
sono ancora cadute sul terreno le spore per la
riproduzione. Nel secondo caso il fungo ha gia avviato
il processo di putrefazione e può aver perso il suo
valore commestibile diventando pericoloso o mortale.
- Il fungo deve essere
raccolto nella sua interezza,completo di ogni sua
parte,applicando con le mani una leggera torsione alla
base del gambo. Questo consente di estrarre ogni parte
del fungo utile per la sicura classificazione. Estratto
il corpo fruttifero nella maniera corretta ,il micelio
sottostante non subisce danni ed è ancora più stimolato
a produrre altri funghi.
- Dopo la raccolta è
consigliabile pulire il gambo dalle foglie e dalla
terra,e trasportare i funghi in cesti di paglia che
consentano l’aerazione,evitare di utilizzare sacchetti
di plastica poiché non permettono alle spore di
diffondersi e fanno aumentare il processo di
putrefazione ed alterare la commestibilità.