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Andare per Funghi a Floresta
   
Quello che si chiama fungo è il frutto di una pianta di cui difficilmente si rileva la presenza perché per lo più interrata. In effetti è l’intreccio di ife,che si presentano come una ragnatela di filamenti intrecciati  tra loro,detta micelio,che da origine a corpi fruttiferi chiamati appunto funghi. Il corpo fruttifero è chiamato carpoforo ,che significa portatore di spore. Queste ultime sono cellule riproduttive che, quando il carpoforo è maturo,cadono a terra e in condizioni favorevoli,vanno incontro ad un processo germinativo formando nuove ife,quindi nuovi funghi.
La particolarità dei funghi è che non hanno la clorofilla come le piante verdi, quindi non hanno bisogno di luce per la funzione clorofilliana; non hanno foglie e non producono fiori. Ne consegue che ,a differenza di tutti gli altri vegetali,i funghi non sono autotrofi,ma per vivere hanno bisogno di sostanze organiche da cui trarre il nutrimento. Il  modo in cui i funghi si approvvigionano di nutrimento fa si che possono essere distinti in:
parassiti,quando assorbono il nutrimento direttamente da un organismo ospite,animale o vegetale;
saprofiti,quando si nutrono di sostanze in decomposizione sia animale che vegetale;
simbioti, quando due funghi si associano tra loro traendone entrambi vantaggio(parassitismo bilanciato)
Per questa importante differenza metabolica con le piante,essi fanno parte del regno dei funghi e si dividono in Basidiomiceti e  Ascomiceti a seconda che le spore mature abbiano una forma a coppa(basidio) o a sacco(asco).
 
Il Patrimonio Micologico
In condizioni di terreno e clima favorevole come quello di Floresta, incastonata nel parco dei Nebrodi, i funghi proliferano.
Il territorio del parco dei Nebrodi infatti  possiede una ricca vegetazione e un’ ampia varietà di ambienti che diventano requisito fondamentali per la presenza di numerose specie di funghi. Quando le condizioni climatiche sono favorevoli, vale a dire quando le abbondanti piogge garantiscono disponibilità di acqua al sub strato e sono seguite da calde giornate,la presenza di funghi nel territorio dei Nebrodi e di Floresta in particolar modo,non può essere che varia e abbondante. Sono ben più di 800 le specie censite,e tra queste alcune sono risultate endemiche uniche ed esclusive.
Tra le specie più significative vanno annoverati i Boleti,cioè i porcini(Boletus edulis,Boletus  aestivalis, Boletus aëreus),molto apprezzati in cucina,i Cantarelli(cantharellus cibaris),chiamati in dialetto “ciuritti” e l’Ovulo buono( amanita cesarea,spesso confondibile con altre amanite,specie mortali).
La grande varietà di specie rappresenta il vero e grande valore del patrimonio micologico dei Nebrodi,che deve essere salvaguardato al fine di renderlo disponibile anche alle generazioni future.
 
Consigli per la Raccolta
Un buon raccoglitore di funghi deve rispettare poche regole ma essenziali:la prima cosa importante è avere un comportamento corretto nei confronti del bosco e delle componenti ambientali(flora e fauna). È buona norma frequentare i boschi con atteggiamento attento e paziente,non utilizzare  rastrelli per rimuovere il fogliame,evitare di prendere a calci funghi velenosi o le specie sconosciute provocando gravi danni,perché non permette al micelio di potersi sviluppare o ancor peggio alle spore fungine di essere rilasciate nel terreno e produrre nuovi funghi.
Si consiglia di raccogliere solo specie conosciute e delle quali è certa la commestibilità ,facendo attenzione a non raccogliere funghi troppo giovani o troppo vecchi poiché nel primo caso il fungo non ha raggiunto ancora la maturità e non sono ancora cadute sul terreno le spore per la riproduzione. Nel secondo caso il fungo ha gia avviato il processo di putrefazione e può aver perso il suo valore commestibile diventando pericoloso o mortale.
Il fungo deve essere raccolto nella sua interezza,completo di ogni sua parte,applicando con le mani una leggera torsione alla base del gambo. Questo consente di estrarre ogni parte del fungo utile per la sicura classificazione. Estratto il corpo fruttifero nella maniera corretta ,il micelio sottostante non subisce danni ed è ancora più stimolato a produrre altri funghi.
Dopo la raccolta è consigliabile pulire il gambo dalle foglie e dalla terra,e trasportare i funghi in cesti di paglia che consentano l’aerazione,evitare di utilizzare sacchetti di plastica poiché non permettono alle spore di diffondersi e fanno aumentare il processo di putrefazione ed alterare la commestibilità.
 
Regolamento per la disciplina della raccolta dei funghi nel Parco dei Nebrodi
(Il presente regolamento dovrà adeguarsi alla nuova Legge sulla raccolta dei funghi in Sicilia)
 
N.B. ai sensi e per gli effetti della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, e così come disposto dalla direttiva dell’Assessore regionale all’Agricoltura del 14 giugno 2007, la raccolta dei funghi epigei, in tutta la regione siciliana, è subordinata al possesso di un tesserino nominativo, rilasciato dal comune di residenza dopo la frequenza ed il superamento di appositi corsi di formazione, della durata minima di quindici ore. Si informa, quindi, che nel territorio del parco non sono più in vigore le precedenti disposizioni regolamentari per la raccolta dei funghi
 
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