- Sebbene la nascita di Floresta come
centro urbano sia collocabile in età medievale, una precedente
presenza antropica, in quello che è il suo attuale territorio, è
testimoniata dalla presenza di manufatti edili legati ad attività
agricole e pastorali. Si tratta di molteplici edifici rurali,
sperduti nel territorio, e poco conosciuti ai più: masserie di
piccole e medie dimensioni frequentemente connessi a mulini ad
acqua; abitazioni rurali detti ”i Casotti”che offrivano
rifugio ai pastori; i ”Mannari”ossia una sorta di recinti per
animali; i ”Pagghiari”che altro non erano che costruzioni per
il deposito di paglia e foraggio ed infine i ”Cuburi”, veri e
propri monumenti di pietra locale lavorata a secco, testimonianze
della primitiva struttura di questi antichi insediamenti
agro-pastorali.
- In particolare i “Cuburi”
detti anche” Pagghiari ‘n Petra” sono dei tholos parenti
molto prossimi degli altrettanto caratteristici trulli pugliesi e
dei nuraghe sardi; tuttavia si contraddistinguono da questi per la
loro struttura a cupola emisferica piuttosto che conica. Queste
costruzioni sono integrate perfettamente nel paesaggio di Floresta,
sia per rapporti volumetrici, che per il materiale utilizzato,ed
appaiono come un elemento naturale.
- I “Cuburi” costituivano
probabilmente la dimora dei capi tribù; infatti forma e dislocazione
non sono casuali, ma seguono una ben precisa logica e risultano
posizionati in luoghi privilegiati, godono di una visuale a largo
raggio,come per esempio i “Cuburi” siti in contrade
Portella Mitta e Serra Baratta.
- Accanto a quest’area s’innalzano
enormi macigni di calcare i “Menhir”, megaliti che vento e pioggia
hanno eroso, modellandoli in varie forme inquietanti che in passato
hanno acceso la fantasia della popolazione locale. Non poche persone
credevano che in questi luoghi venissero celebrati antichi riti
propiziatori e di ringraziamento.
- Purtroppo questi “monumenti” della
cultura agro-pastorale di Floresta sono lasciati all’incuria umana,
ridotti a ruderi che subiscono l’azione implacabile degli agenti
atmosferici e, cosa ancor più grave, stanno scomparendo dalla
memoria storica della nostra cittadina.